Luoghi di interesse - Edifici di culto di Sestri Ponente

Luoghi di interesse - Edifici di culto di Sestri Ponente

Edifici di culto

Chiese parrocchiali

Edificata nel XVII secolo e consacrata nel 1620, è la chiesa principale del quartiere. Una curiosità: fu costruita praticamente sulla spiaggia e pertanto fu orientata in direzione nord-sud anziché ovest-est, come era allora la regola che voleva i fedeli rivolti in tale direzione durante la messa, per impedire che l'acqua di mare entrasse in chiesa durante le mareggiate.
  • Chiesa della Santissima Annunziata della Costa
Situata sulle alture del quartiere, lungo la strada pedonale che porta al monte Gazzo. In precedenza nella zona era presente una chiesa dedicata a San Benedetto costruita XII secolo circa e restaurata nel 1350 dai monaci eremiti dell'ordine di San Girolamo che la dedicarono a N.S. della Consolazione. L'attuale chiesa venne costruita tra il 1450 e il 1516, sempre sotto la gestione dei Girolamiti (che rimarranno fino al 1799), grazie anche alle donazioni della famiglia De Mari, e fu consacrata dal vescovo Domenico Corvara il giorno 29 settembre 1516. La chiesa, restaurata a metà del XIX secolo e nuovamente nel 1952, nel 1905 è stata dichiarata monumento nazionale. È stata costituita in chiesa parrocchiale il 25 aprile 1955 dal cardinale Giuseppe Siri.[40][41][42]
Edificata nel 1647, fu consacrata nel 1721 da Camillo De Mari, vescovo di Aleria e fu eretta in parrocchia dal cardinale Pietro Boetto il 13 novembre 1944. Dalla sua creazione fino al 1810, dal 1818 al 1866 e dal 1904 è stata abitata da una comunità di Agostiniani Scalzi. La facciata subì lavori di rinnovamento nel 1906, con la creazione di un affresco del Santo da parte del pittore Giuseppe Pennasilico, ed ebbe ulteriori restauri nel 1960. È situata in piazza San Nicolò da Tolentino, all'incrocio tra via Giotto e via Borzoli. Da questa chiesa deriva il nome usato comunemente dai sestresi per indicare la zona ("San Nicola").[43]
Edificata tra il 1224 e il 1229 dai Frati Minori Conventuali è, molto probabilmente, la prima in assoluto in Italia dedicata al santo. Nel 1799 i frati Conventuali lasciano la chiesa, che successivamente dal 1847 al 1873 viene governata dagli Scolopi. È stata dichiarata parrocchia il 21 agosto 1896. Nella chiesa sono sepolti sia il padre (il Doge Giorgio Centurione), che lo zio (monsignor Giovanni Battista, vescovo di Savona) di Santa Virginia Centurione Bracelli.[44]
 
È una della più antiche chiese della Liguria. Il nucleo originario risale addirittura al VII secolo (sembra che la prima chiesa sia sorta tra il 680 e il 690) ed è sede parrocchiale a partire dal 1132. Il primo documento storico in cui si parla della chiesa è una bolla del papa Adriano IV redatta nell'anno 1158. La chiesa, completamente ristrutturata ed ampliata nel XII secolo, è stata danneggiata dai fulmini nel gennaio 1606 e nel maggio 1608 ed ha subito ulteriori restauri ed ampliamenti nel XVII secolo (tra cui l'ampliamento a tre navate nel 1683). L'arcivescovo Salvatore Magnasco ha consacrato la chiesa il 26 ottobre 1890. Il registro dei battezzati della chiesa parte dal 2 febbraio 1558.[45]
  • Chiesa della Natività di N.S. Gesù Cristo
Eretta a parrocchia dal cardinale Giuseppe Siri nel 1958 fu ricostruita nei primi anni 60 fu inaugurata e benedetta dallo stesso arcivescovo il 5 aprile 1964.
  • Chiesa della Sacra Famiglia e San Giorgio
Posta all'estremo ponente della delegazione dietro la villa Maria De Mari fu edificata nei primi anni 60 per dare una parrocchia ai nuovi quartieri che stavano nascendo tumultuosamente. Progettata dall'architetto Giuliano Forno ha uno stile fortemente moderno. La prima pietra fu posta e benedetta dal cardinale Giuseppe Siri e il 9 maggio 1961 lo stesso arcivescovo la erigeva in parrocchia col titolo di S. Famiglia e S. Giorgio quindi, il 19 marzo 1962 la benediceva e l'apriva al culto. Sono opere pregevoli: la Via Crucis, eretta nel 1972, opera della pittrice Guglielmina Mazzini, olio su legno; l'altar maggiore e il tabernacolo, eretti nel 1975, dello scultore Stelvio Pestelli; le vetrate del 1975 di P. Costantino Ruggeri e dell'arch. Luigi Leoni. È stata restaurata tra il 2012 e il 2013.
  • Chiesa dello Spirito Santo
Ultimo edificio di culto edificato nella delegazione. Costruita nel 1972 in via Ludovico Calda, tra la selva di moderni palazzi figli del boom demografico degli anni 60. Fu eretta in parrocchia con decreto del cardinale Giuseppe Siri il 10 agosto 1972. La chiesa possiede pregevoli opere dello scultore G.B. Airaldi: l'altar maggiore e l'ambone in bronzo; il battistero in marmo e in bronzo; la Via Crucis, le decorazioni e il crocifisso, le sedi nell'abside in bronzo. È tristemente divenuta oggetto di cronaca nel 2011 quando venne arrestato il suo parroco, don Riccardo Seppia.[46]
 

Altre chiese

  • Chiesa di San Giacomo
Si trova all'incrocio tra via Borzoli e via Pier Domenico da Bissone. Fu costruita nel 1250 come gentilizia della famiglia Gattilusio; dopo vari passaggi di proprietà intorno al 1750 fu acquisita dalla famiglia Centurione Scotto, i cui discendenti mantennero il giuspatronato fino al 1971, quando vi rinunciarono facendone dono alla parrocchia di N.S. della Misericordia e S. Lorenzo (Virgo Potens) con l'impegno per la stessa di celebrarvi annualmente quattro messe. Nel 1960 l'edificio venne ridimensionato per consentire l'allargamento della strada e fu realizzato un nuovo ingresso su via Pillea. Architettonicamente molto semplice, ha la facciata a capanna con intonaco civile che riprende l'antico motivo a bande bianche e grigie.[47]
  • Chiesa di San Martino
 
Posta a circa metà del viale Carlo Canepa (noto in passato come muntà dei fratti proprio per la presenza del convento). Un primo edificio dedicato al culto di San Martino di Tours sembra essere esistito in loco già nel secolo XIII. Nel 1588 un gruppo di frati capuccini vi si trasferisce, edificando un complesso di maggiori dimensioni e dedicandolo, oltre al Santo, anche alla Madonna della Misericordia. In diverse occasioni i frati saranno costretti ad abbandonare la chiesa (come nel caso della soppressione degli ordini religiosi attuata dal Primo Impero francese), che nella seconda metà del XIX secolo viene anche in parte adibita a sede comunale dell'allora comune autonomo di San Giovanni Battista. La proprietà dell'edificio torna all'ordine alla fine del XIX secolo. Nel 1967 è stata rifatta la facciata della chiesa.[48]

Santuari

Situato sulla sommità del monte Gazzo. Nel corso del Seicento il genovesato venne colpito dalla peste e i sancarlini (abitanti di San Carlo di Cese) eressero una croce di ferro sulla sommità del Monte Gazzo in segno di ringraziamento alla Madonna per essere sopravvissuti alla moria. In seguito la croce di ferro fu sostituita da una cappella che, ampliata nel corso dei decenni, divenne l'attuale santuario, ristrutturato negli anni '80 dallo storico rettore don Mario.
  • Santuario N.S. della Misericordia (Virgo Potens)
Situato nella zona del Priano. Sembra che esistesse già una chiesa, dedicata a San Lorenzo già nel 1150 gestita dai canonici regolari di Santa Croce di Mortara e che nel 1183 venne ampliata. Caduta in decadenza insieme alla zona dopo il 1453 (anno in cui passò in gestione ai Canonici Regolari Lateranensi; il 6 aprile 1706 vi venne esposta alla pubblica venerazione la prodigiosa statua della Madonna di Misericordia precedentemente collocata nel Bosco del Fringuello, diventando così santuario di N. S. di Misericordia; i canonici lateranensi lasciarono il complesso monastico e lo affidarono alla custodia di un sacerdote secolare dipendente sempre dall'abate di San Teodoro. Nel giugno 1821 viene consacrata dall'arcivescovo Luigi Lambruschini. Nel tempo la struttura ha subito numerosi restauri ed espansioni: venne restaurata nel periodo tra il 1742 e il 1750, nel 1770 e tra il 1864 e il 1892; subì un ulteriore restauro, un'espansione e il rifacimento della facciata tra il 1960 e il 1961. Annesso al Santuario vi era un monastero confiscato nel 1870 e trasformato poi in abitazioni. Diventa sede della parrocchia di N.S. della Misericordia e S. Lorenzo M. dall'8 marzo 1953.[49]
Dedicato al Santo patrono, religioso che trascorse quasi tutta la vita a pregare da eremita in una grotta ai piedi del monte Contessa. Sembra che esistesse già una chiesa dedicata al santo nel 1216 prima ancora della sua canonizzazione mentre l'attuale santuario è stato riedificato nel 1435

Oratori, cappelle ed edicole votive

  • Oratorio di San Giuseppe
Situato in piazza Tazzoli, adiacente alla principale piazza Baracca, venne edificato a partire della primavera del 1646.[50] Nel dopoguerra la forte immigrazione dal meridione che contraddistingue il ponente genovese porta alcuni fedeli a festeggiare i santi Cosma e Damiano: l'oratorio viene scelto come luogo in cui custodire prima un dipinto e, a partire dal 1960, due statue raffiguranti i santi, impiegate durante le manifestazioni religiose in loro onore. Le statue rimasero in loco fino al 1981, quando vennero trasferite nella chiesa di Santa Maria della Cella di Sampierdarena.[51]
  • Oratorio di Morte ed Orazione
Sito in piazza Rosolino Pilo (già piazza Francesc Ferrer i Guàrdia e Nazario Sauro) è stato edificato a metà del XVII secolo.[52] Al suo interno sono conservate una coeva opera lignea di Marco Antonio Poggio (1611-1674?), raffigurante una scena a grandezza naturale della decapitazione di San Giovanni Battista, ed una raffigurazione del Madonna del Rosario opera di Francesco Ravaschio (1743-1820), risalente al 1780 circa. Entrambe le opere sono state restaurate ad opera del laboratorio genovese di Antonio Silvestri nei primi anni '10 del XXI secolo, con il contributo economico della Compagnia di San Paolo.[53]
  • Cappella Carrega
Sulle alture della delegazione, in località Casa bianca, è presente una singolare cappella che fu fatta costruire approssimativamente nel 1850/60 dalla famiglia Carrega come edificio funebre ed è in pratica un raro esempio di cimitero privato.
  • Cappella dell'Annunziata
Posta su di un ponte sul rio Cantarena e a poca distanza dal passo omonimo. È una piccola cappella, dedicata a Nostra Signora dell'Annunzjata (sic), edificata tra il 1828 (data riportata anche in una lapide di marmo presente sulla facciata) ed il 1832.[54]

Nella delegazione, così come in tutta Genova, sono molto diffuse le edicole votive, molte delle quali dedicate alla Madonna e ai santi patroni Giovanni Battista ed Alberto. In piazza dei Micone è presente un'edicola votiva contenente un crocifisso di marmo risalente al XVII secolo.

 

Altre confessioni

Prima chiesa non cattolica del quartiere, è situata nei locali al piano terra di un anonimo palazzo di via Fabio da Persico; è presente a Sestri dal 1895
 
Situata nella chiesa di S. Caterina Vergine e Martire, in piazza Aprosio, è consacrata al culto bizantino ortodosso dall'ottobre 2007. La chiesa, chiusa da alcuni anni ed in stato di semiabbandono, è stata concessa dalla parrocchia dell'Assunta in comodato d'uso gratuito alla chiesa ortodossa romena in cambio del restauro e della manutenzione dell'edificio.[55]
In pieno centro cittadino, nell'area ricavata dall'abbattimento dell'ex cinema Italia, è stato edificato, ed inaugurato nel 2006, un moderno luogo di culto dedicato alla religione dei mormoni
Ha il proprio luogo di culto in via S. Tommaso d'Aquino, 12/C, nella zona occidentale del quartiere.

Tratto da Wikipedia

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L'oratorio di Morte ed Orazione di piazza Pilo

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Piccola cappella dedicata all'Annunziata, posta sul torrente cantarena al confine tra via D'Andrade e via Vado

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La cappella di San Rocco alle pendici del monte Gazzo

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La cappella Carrega, raro esempio di edificio funebre privato

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Piazza Francesco Baracca, la piazza centrale di Sestri, con la basilica di Nostra Signora Assunta

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La facciata della chiesa di San Giovanni Battista

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La chiesa della Santissima Annunziata della Costa

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La chiesa della Natività di Maria SS. e di San Nicola da Tolentino

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Chiesa di San Martino

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Il santuario N.S. della Misericordia e S. Lorenzo

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L'oratorio di San Giuseppe di piazza Tazzoli

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Vecchia chiesa di Serra, si trova sulla cresta della collina situata tra la confluenza del Rio Bianchetta e del Rio Cassinelle

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L'ex chiesa di Santa Caterina, ora sede della diocesi della chiesa Romena d'Italia

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Il Cristo di marmo di piazza dei Micone

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