Urbanistica di Sestri Ponente

Urbanistica di Sestri Ponente

Urbanistica

«Giace Sestri sulla Chiaravanna presso il mare, e fin nelle sue quattro spaziose strade rettilinee discendono i superbi palagi e gli ameni giardini, dai quali son ricoperti i colli che gli fan corona. Di mezzo alle interne vie si aprono non meno di otto piazze, tutte assai spaziose: su quella della chiesa parrocchiale elevasi il grandioso e adorno tempio dell'Assunta»

(da Corografia fisica, storica e statistica dell'Italia corredata di un Atlante: di Mappe geografiche e topografiche, testo del 1836[28])

La parte pianeggiante ha un sistema urbanistico molto ordinato, organizzato lungo una serie di vie parallele alla costa intersecate da vicoli alternati da strade più ampie. Il reticolato risultante è diviso in due parti, quasi simmetriche, da due vie centrali. Caotica è invece l'urbanistica collinare, condizione dovuta in parte alla morfologia irregolare del territorio e in parte all'edificazione massiccia e ben poco coordinata del secondo dopoguerra.

Tra le vie e piazze sestresi degne di nota vi sono:

  •  Via Sestri: è la strada principale della delegazione, di cui, con i suoi 700 m circa di lunghezza, attraversa tutto il centro, dal ponte sul torrente Chiaravagna fino a piazza Bernardo Poch, dove un tempo si trovava il viale alberato che collegava villa Rossi-Martini con l'antistante spiaggia.[29] È stata indicata nel tempo con vari nomi: Grande Route, via Provinciale e tra il 1885 ed il 1926 via Garibaldi,[4] come la chiamano ancora i vecchi sestresi o "a stradd-a de carosse" in genovese.[30] Inizialmente la sua estensione era maggiore, arrivando al confine con Multedo per una lunghezza quasi doppia rispetto all'attuale, segnato dal torrente Marotto, ma dopo la prima guerra mondiale la parte più a ponente dell'allora via Garibaldi venne intitolata alla battaglia di Vittorio Veneto, per poi cambiare nuovamente nome con l'unificazione nella grande Genova, divenendo l'attuale via Merano. L'architettura è tipicamente ottocentesca e, prima della sua soppressione negli anni '60, era percorsa della linea tramviaria[29]. Pedonalizzata da diversi decenni, ha subito un rifacimento nei primi anni del XXI secolo.[31] Dopo la pedonalizzazione è diventata il centro dello shopping del ponente cittadino e luogo di passeggio della popolazione (gergalmente detto "fare le vasche").
 
  • Piazza Francesco Baracca. Intitolata all'aviatore eroe della prima guerra mondiale, è la piazza principale della delegazione, sulla quale si affaccia la basilica di Nostra Signora Assunta. Un tempo chiamata semplicemente piazza della Chiesa, durante il periodo napoleonico fu rinominata Place de la Libertè, per poi riprendere il suo vecchio nome dopo la restaurazione. Nel 1878 venne intitolata a Vittorio Emanuele II. Dalla parte opposta della piazza, davanti al settecentesco Palazzo Nattino, detto della Meridiana, vi era un palco musicale costruito nel 1871, gergalmente chiamato "circolo della musica", abitualmente adibito anche a palco per i numerosi comizi che nei suoi decenni di vita si svolsero nella delegazione. Il palco è stato demolito e ricostruito al centro della Piazza Tazzoli nel febbraio 2015 nell'ambito di alcuni lavori di riqualificazione e allargamento della carreggiata di Piazza Francesco Baracca.
 
  • Piazza dei Micone: intitolata ad una delle più influenti famiglie locali (al sacerdote Antero Maria Micone è stato dedicato anche l'ospedale), appartenente, a partire dal 1528, all'albergo dei Salvago.[32] Fino alla prima metà del XIX secolo nella piazza si svolgevano gare sportive legate a giochi effettuati con il pallone (giochi simili erano diffusi in tutta Europa da prima dell'invenzione dell'ora più noto Calcio),[33] suscitando le proteste dei residenti,[34] oltre alla tradizionale manifestazione estiva del preboggion. Tra il 1840 ed il 1847, a seguito del riordino urbanistico della zona e alla demolizione di alcuni edifici in stato di abbandono, in parte della piazza venne edificato il Teatro Sociale, su progetto dell'architetto sampierdarenese Angelo Scaniglia. Il sipario del teatro venne poi affrescato dal pittore e scenografo genovese Nicolò Barabino[33]. Al teatro venne affiancato, nel 1878, un grande lavatoio. L'edificio ebbe comunque vita breve, cessando l'attività come teatro nel 1895[33] divenendo un magazzino, usato anche dalla Croce d'oro[34] (associazione di volontariato attiva tra il 1906 ed il 1914), fino alla sua demolizione nel 1913. La piazza ha poi ospitato fino al dopoguerra (1954[34]) sia i lavatoi che alcune giostre, per poi divenire sede "provvisoria" di uno dei mercati ortofrutticoli rionali, rimanendo tale fino alla primavera del 2013. Sulla piazza, nell'angolo con via Paglia, è presente un'edicola votiva con crocifisso marmoreo risalente al XVII secolo.[32][33] Nel 2015 la piazza è stata oggetto di un drastico intervento di riqualificazione, lavori che sono terminati nel mese di dicembre quando la piazza è stata restituita alla cittadinanza.[35]
  • Viale Carlo Canepa: chiamato dai sestresi semplicemente Il Viale e nel passato "La muntà dei fratti" (per la presenza di un convento dell'Ordine dei frati minori cappuccini). Realizzato alla fine dell'Ottocento come via di comunicazione tra il comune di Sestri e quello collinare, allora esistente, di San Giovanni Battista, ha avuto diverse denominazioni. Inizialmente era intitolato "XX Settembre" nella parte sestrese e "Umberto I" in quella collinare; venne poi dedicato alla Vittoria nel primo dopoguerra, a Manlio Cavagnaro in epoca fascista e nel secondo dopoguerra ai Martiri della Libertà. Il viale è stato infine intitolato a Carlo Canepa, lo storico sindaco sestrese, nome che mantiene tuttora. Ha una lunghezza di circa 400 m e come altitudine passa dai circa m slm della parte bassa ai circa 40 m slm della parte alta. La carreggiata è composta da due corsie, una per senso di marcia, mentre ai lati della strada sono presenti dei percorsi pedonali separati dalla carreggiata da marciapiedi rialzati e da aiuole in cui sono presenti gli alberi. Nel 2018 sono iniziati i lavori di riqualificazione con il rifacimento dei marciapiedi e la sostituzione dell'alberatura.
  • Via Giuseppe Biancheri: dal 1926 intitolata al politico ventimigliese, è l'unica strada porticata della delegazione. Un primo progetto per la strada venne realizzato nel 1855 dall'ingegner Gandini e prevedeva il rifacimento di quella che allora era la via della Chiesa, la quale collegava la chiesa dell'Assunta con la zona a mare dove stava sorgendo la stazione ferroviaria cittadina sulla tratta Sampierdarena-Voltri (inaugurata nel 1856). I primi progetti prevedevano una strada molto larga, con due file di palazzi suddivisi in 10 blocchi edilizi. Negli anni '70 l'ingegner Rossi semplificò il progetto, realizzando l'attuale strada, porticata solo da un lato e composta da quattro blocchi edilizi. Dal 1901 al 1926 fu dedicata ad Anna Imperiale, poi con la nascita della Grande Genova il nome venne modificato in quello attuale.[36]
  • Via Merano: Nata come prolungamento a ponente della storica via Garibaldi fu allargata all'attuale ampiezza con apposito decreto comunale nel 1888. Essendo un'importante arteria stradale, nonostante lo scarso traffico di allora, e non essendo pavimentata era molto polverosa durante la stagione estiva e fangosa in quella invernale. Per ovviare a questi inconveniente durante i periodi secchi era percorsa da un carro-botte comunale, chiamato "o carö bagnetta", per l'innaffiatura e durante i periodi umidi dai "rascciacoulisse", carri muniti di attrezzo per raschiare via il fango così da rendere sempre agibile la carreggiata. Alla sua estremità occidentale, in corrispondenza del torrente Molinassi, che anticamente fungeva da confine tra il comune sestrese e quello di Multedo (poi Pegli), c'era il ponte daziario, chiamato per questo "ponte de cadenn-e" (ponte delle catene). Venne ridenominata, dopo la prima guerra mondiale via Vittorio Veneto, e assunse il suo nome attuale nel 1926 dopo la creazione della Grande Genova. Il pomeriggio del 4 ottobre 2010 è stata completamente allagata, insieme alle vie adiacenti, dallo straripamento del torrente Molinassi, con ingenti danni.
  •  Via Caterina Rossi: Uno dei primi esempi italiani di edilizia popolare giunto a noi intatto. Lunga circa 250 metri si compone di 20 edifici identici (10 per lato), su cinque piani, con 10 appartamenti ciascuno e che misurano 20 metri in altezza e 20 metri in larghezza. Vennero costruiti nel 1910, per sopperire alle crescenti esigenze abitative causate dallo sviluppo industriale, in quello che era il Viale delle Palme che collegava il Grand Hotel di Villa Pessagno alla spiaggia sestrese. Gli edifici, pur popolari, erano artisticamente decorati in facciata ma inquinamento ed agenti atmosferici li hanno negli anni ridotti ad un anonimo grigiore. Alla fine del primo decennio del XXI secolo è stata annunciata una prossima operazione di restyling.[37] Il nome della via è stato dato in onore della figlia del conte Gerolamo Rossi Martini, senatore del Regno e filantropo (al tempo proprietario dell'omonima villa), che finanziò in parte l'opera di costruzione effettuata dalle cooperative edilizie operaie.[38]
  • Via Paglia: una delle strade più vecchie della delegazione, pedonalizzata nei primi anni del XXI secolo. Lungo il suo percorso vi sono numerose case adiacenti una all'altra di forma e dimensioni differenti, ma non molto sviluppate in altezza. Prima dell'arretramento della spiaggia era probabilmente la strada costiera della cittadina. Il nome, secondo diverse fonti, deriverebbe dalla presenza in loco di diverse stalle.[39]
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Via Sestri

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L'ottocentesco "circolo della musica" di piazza Francesco Baracca, poco prima della sua demolizione (foto gennaio 2015).

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Piazza dei Micone, parzialmente pedonalizzata nel 2013

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Via Caterina Rossi.

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